Abacuc

Abacuc
Trama
Abacuc è un uomo di quasi 200 chili, che passa il suo tempo in una immobilità distaccata da qualsiasi emozione, si reca prevalentemente al cimitero, in parchi tematici dell’Italia in miniatura o vicino ad architetture utopiche. Vive in una casa ferroviera e non proferisce mai parola, l’unica voce che si sente è quella femminile e fuori campo che interviene quando, strappato per un momento alla sua solitudine catastrofica, Abacuc alza una cornetta telefonica con il filo staccato: la donna rimane celata, comunica tramite citazioni letterarie e si rivelerà un cul de sac come l’esistenza di Abacuc, perché è soltanto il suo sdoppiamento. Vive all’interno di geometrie rigorose, la sua esistenza è una sorta di sinfonia inceppata: Abacuc è una marionetta senza spettatore, recita l’ultima pièce possibile. In quanto sopravvissuto alla catastrofe, che vive nel continuo inseguimento di nulla, Abacuc rappresenta il bisogno dell’arte cinematografica di autoestinguersi e implodere in sé stessa.
Descrizione episodio
Abacuc vive in una casa ferroviera con un giardino triangolare tagliato per un suo lato dal passare incessante dei treni. Non proferisce parola. le uniche parole che si odono provengono da una voce meccanica fuori campo, mentre lui solleva una cornetta telefonica con il filo staccato. È l'attore di sé medesimo senza spettatore alcuno. Il film è girato in Super 8, le musiche originali sono del Maestro Dario Agazzi.
Cast
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