Il Provinciale

30 episodi in programma

mercoledì 2 settembre 20261 puntate
15:05
Monti Cimini: la provincia nobile - 16/04/2023
Dagli insediamenti paleolitici agli Etruschi, dai Romani ai Bizantini, fino alle famiglie di antica nobiltà che hanno fatto della Tuscia viterbese, grazie a castelli e fastose vile rinascimentali, un territorio consacrato alla bellezza. Prende inizio dalla "faggeta vetusta" del Monte Cimino il viaggio nell'Etruria meridionale di Federico Quaranta, una foresta "impervia e spaventosa, dove nessuno osa addentarsi", secondo le testimonianze dello storico romano Tito Livio. Una "selva oscura" che suggestionò anche Dante, il quale avrebbe preso da qui ispirazione per l'incipit della Divina Commedia, secondo l'opinione di alcuni storici. Spostandosi a Norchia Federico va poi a scoprire un luogo fuori dal tempo: una necropoli etrusca di tombe monumentali scavate nel tufo, seminascoste tra la vegetazione e, a poca distanza, i resti dell'insediamento fortificato che nel Medioevo riportò a nuova vita l'antica città di Orcla. Ma il vero splendore di questa terra è dovuto all'opera di papi e cardinali che vi hanno costruito sontuose residenze e fortezze inespugnabili, come il castello Orsini di Soriano nel Cimino, voluto da papa Niccolò III, il palazzo Chigi-Albani, sempre a Soriano, con la magnifica fontana del Papacqua, fino al capolavoro dell'architettura rinascimentale rappresentato da palazzo Farnese di Caprarola dove Federico va alla scoperta dei giardini farnesiani e degli acquedotti sotterranei che alimentavano gli scenografici giochi d'acqua delle fontane. Ma è anche la natura a contribuire alla bellezza di una terra da sempre cara agli dei. Mia Canestrini racconta la genesi vulcanica che ha dato origine al lago di Vico, "piccolo ma bellissimo", secondo le parole di uno scrittore di queste terre, Bonaventura Tecchi. E va, infine, alla scoperta dei castagneti di Soriano nel Cimino, luogo di villeggiatura di Luigi Pirandello, che ai possenti alberi centenari di Pian del Britto ha voluto dedicare una poesia.
Rai 3
venerdì 14 agosto 20261 puntate
15:05
Benevento e la magia delle Janare
Dalla cima del monte Taburno, il cui profilo ricorda quello di una donna "dormiente", fino all'eremo di San Michele, il Sannio beneventano è al centro del nuovo appuntamento con "Il Provinciale". È un viaggio mistico, legato alla leggenda delle streghe che nel beneventano sono sempre state chiamate "Janare". La radice del nome deriva da "janua" che vuol dire porta - si racconta, infatti, che passassero sotto gli stipiti - o da "dianara" che sta per "seguaci di Diana", dea della caccia, della luna e della natura. Quella delle Janare è una ritualità che si lega alla cultura pagana, e pre-cristiana; la matrice longobarda – popolo di guerrieri e cacciatori che ha abitato a lungo il beneventano - ha reso questa ritualità molto selvaggia e così, nel Medioevo, la religiosità cristiana, nella sua veste integralista, ha proibito le danze propiziatorie. Molte Janare, al tempo, sono state mandate al rogo, si diceva che portassero morte e malefici. In realtà, secondo una lettura sociologica e storica, erano donne che avevano una grande sapienza, legata alla natura e alla botanica in particolare. Erano guaritrici in un tempo in cui la medicina non era conosciuta, soprattutto nelle aree rurali. Queste conoscenze legate alle erbe le rendeva pericolose agli occhi di una società patriarcale e maschilista, totalmente incapace di accogliere la diversità, la stravaganza e tutto quello che usciva dal binario di una cultura obbediente e timorata. Secondo qualcuno quello delle Janare è stato un femminicidio medioevale, sotto mentite spoglie. Federico Quaranta e Mia Canestrini hanno esplorato gli aspetti antropologici di questa vicenda leggendaria per scoprire cosa ne rimane oggi: un mondo di virtù, ricco di sapienze e di aneliti di libertà che hanno vinto tutte le sfide del tempo per arrivare fino a oggi.
Rai 3
venerdì 7 agosto 20261 puntate
15:05
Grecia Salentina: l'Itaca a cui tornare - 26/03/2023
È la Grecìa salentina la meta de "Il Provinciale". Si tratta di dodici paesi nella provincia di Lecce dove una minoranza etnico-linguistica è rimasta viva oggi ancora oggi. Federico Quaranta va alla ricerca della cultura grika, cercando di capire da dove nasca e quali siano i suoi tratti identitari. "La gente cu doi lingua", dicevano in maniera dispregiativa i paesi che non facevano parte di questa minoranza linguistica. La gente con due lingue, il dialetto salentino e il griko. L'italiano era per pochi. Il griko, se per secoli era stato tratto distintivo, sinonimo stesso di cultura, diventa, a mano a mano che passano i secoli, questione che divide, sinonimo di arretratezza. Eppure, questo consente ai popoli della Grecìa salentina di radicarsi alla propria tradizione e alla propria storia e crea in loro un vero senso di appartenenza. La Grecìa salentina è terra di lavoro e di fatica, ma è anche terra di cibo, di musica e di canto, tutto legato a una stessa radice identitaria. Durante il suo cammino Federico incontra - tra campagne e paesi, tra boschi e luoghi di culto - studiosi, musicisti, insegnanti di lingua grika, ma anche persone comuni, che quella lingua parlano da quando sono nati. Mia Canestrini, invece, spiega il rapporto strettissimo tra gli uomini di queste terre e le risorse naturali. Tanto che un dramma come quello della Xylella ha creato non solo una ferita al paesaggio ma una altrettanto profonda all'identità di questo popolo.
Rai 3
giovedì 6 agosto 20261 puntate
15:10
Valle d'Aosta. Gran Paradiso: devètéya, il tempo del ritorno - 23/10/2022
Alla fine dell'estate le mandrie scendono dagli alpeggi per fare ritorno ai ricoveri a valle. Un rito che si ripete immutato da millenni tra le comunità montane e che nella Val di Cogne, in Valle d'Aosta, prende il nome di "Devétéya". È la prossima tappa del viaggio de "Il Provinciale", che si sposta nel Parco del Gran Paradiso per raccontare le antiche tradizioni della civiltà rurale di montagna. Federico Quaranta parte dai pascoli sulle alture di Cogne, dove gli armenti vengono agghindati di nastri e fiori prima di iniziare la loro discesa stagionale verso il prato di Sant'Orso, nel fondovalle. Dove si svolgono i festeggiamenti della comunità locale, con balli e canti in patois, l'antica lingua francoprovenzale che si parla ancora oggi nella regione valdostana. Ospiti due artisti che hanno dedicato a questa lingua il proprio repertorio musicale, la cantante Liliana Bertolo e il fisarmonicista Sandro Boniface. Nei pressi di Valnontey, una famiglia di allevatori racconta la propria storia, mentre a Rhêmes-Notre-Dame l'incontro è con Louis Orellier, un anziano guardacaccia conosciuto da tutti come "il pastore di stambecchi". Lo stambecco è il simbolo del parco nazionale del Gran Paradiso e Mia Canestrini ne spiega le caratteristiche oltre a parlare della pratica della transumanza, iscritta dall'Unesco nella lista del Patrimonio culturale immateriale dell'umanità. Per concludere sulle alture di Cogne si scoprono le miniere di ferro più alte d'Europa, a quasi 2.500 metri di altitudine, attive fino alla fine degli anni Settanta. Tra gli ospiti della puntata, anche l'esploratore e scrittore Alex Bellini, noto al grande pubblico per le sue imprese estreme.
Rai 3
mercoledì 5 agosto 20261 puntate
15:10
Benevento e la magia delle Janare
Dalla cima del monte Taburno, il cui profilo ricorda quello di una donna "dormiente", fino all'eremo di San Michele, il Sannio beneventano è al centro del nuovo appuntamento con "Il Provinciale". È un viaggio mistico, legato alla leggenda delle streghe che nel beneventano sono sempre state chiamate "Janare". La radice del nome deriva da "janua" che vuol dire porta - si racconta, infatti, che passassero sotto gli stipiti - o da "dianara" che sta per "seguaci di Diana", dea della caccia, della luna e della natura. Quella delle Janare è una ritualità che si lega alla cultura pagana, e pre-cristiana; la matrice longobarda – popolo di guerrieri e cacciatori che ha abitato a lungo il beneventano - ha reso questa ritualità molto selvaggia e così, nel Medioevo, la religiosità cristiana, nella sua veste integralista, ha proibito le danze propiziatorie. Molte Janare, al tempo, sono state mandate al rogo, si diceva che portassero morte e malefici. In realtà, secondo una lettura sociologica e storica, erano donne che avevano una grande sapienza, legata alla natura e alla botanica in particolare. Erano guaritrici in un tempo in cui la medicina non era conosciuta, soprattutto nelle aree rurali. Queste conoscenze legate alle erbe le rendeva pericolose agli occhi di una società patriarcale e maschilista, totalmente incapace di accogliere la diversità, la stravaganza e tutto quello che usciva dal binario di una cultura obbediente e timorata. Secondo qualcuno quello delle Janare è stato un femminicidio medioevale, sotto mentite spoglie. Federico Quaranta e Mia Canestrini hanno esplorato gli aspetti antropologici di questa vicenda leggendaria per scoprire cosa ne rimane oggi: un mondo di virtù, ricco di sapienze e di aneliti di libertà che hanno vinto tutte le sfide del tempo per arrivare fino a oggi.
Rai 3
martedì 4 agosto 20261 puntate
15:10
"Basilicata" - 30/10/2022
Le colline della Basilicata degradanti verso le pianure alluvionali joniche sono al centro di "Il Provinciale". Si tratta di un'area per la maggior parte appartenente alla provincia di Matera, con i suoi corsi d'acqua Sinni, Agri e Basento. È qui che da sempre si osserva il transito delle mandrie podoliche transumanti, in un eterno "pendolo" che vede animali e uomini spostarsi verso le alture in estate e verso la piana metapontina in inverno. Federico Quaranta ripercorre questi tracciati con Francesco e Rocco, da sempre allevatori transumanti, con le loro vacche, per un racconto degli spostamenti tipici di questa stagione autunnale. Fra tradizione e modernità, Federico dialoga con loro e con il veterinario Rocco Giorgio a proposito della transumanza, fenomeno così radicato nella cultura lucana. Il cammino attraversa lo scenario lunare dei Calanchi di Pisticci dove un gruppo di artisti visionari ha deciso di fondare un teatro e, infine, raggiunge Bernalda, il celebre "paese mio che stai sulla collina", cantato nell'immortale "Che sarà" da Josè Feliciano e dai Ricchi e Poveri. A Bernalda, si scoprono il fervore, la vivacità e l'irrequietezza intellettuale tipici della provincia italiana grazie a una serie di forti personalità locali: il regista Michele Russo che racconta l'epopea della bernaldese famiglia di Francis Ford Coppola; Dino Paradiso, con la sua graffiante ironia sulla vita di provincia; la Krikka Reggae che, con la propria musica, fa da colonna sonora all'intera puntata. A far da contrappunto, tre splendidi capitoli naturali narrati da Mia Canestrini: la presenza del lupo a ridosso delle spiagge di Policoro
Rai 3
venerdì 31 luglio 20261 puntate
15:10
Chiara d'Assisi e il privilegio della povertà - 18/02/2023
Il viaggio di Federico Quaranta ci porta in Umbria per ripercorrere la storia di una donna, Chiara di Assisi, che a soli 18 anni scappa dalla sua casa e da una famiglia nobile e influente per consacrarsi alla povertà e alla fede. Passeremo in rassegna i luoghi che hanno ospitato una vita densa di valori che hanno un grande impatto contemporaneo. Parliamo di disobbedienza: Chiara sembra suggerire a tutti di non esitare a dire di no al sistema, quando si rischia di mortificare le proprie aspirazioni. Chiara era ostinata: sognava di dedicarsi alla Fede e di seguire gli insegnamenti francescani, e per questo mandò all'aria un matrimonio che la voleva sposa di un signorotto che nemmeno conosceva. Chiara sceglie di rinunciare ai beni materiali e riesce a vivere la povertà come un privilegio. Si lascia tagliare i suoi lunghi capelli biondi da San Francesco nel silenzio della Porziuncola. Si nasconde dai tentativi della famiglia che voleva riportarla a casa, tiene duro e prega con grande trasporto. Il contesto naturalistico del Monte Subasio e il Bosco di San Francesco (gestito dal FAI) magistralmente raccontati dalla naturalista Mia Canestrini, saranno il sugello territoriale di questo cammino. Una serie di tappe volte a ricostruire la vicenda umana di una Santa che è anche la Patrona della Televisione e delle Telecomunicazioni; protegge tutti coloro che nella vita scovano e raccontano storie, provando a comunicare con onestà e chiarezza.
Rai 3
venerdì 17 luglio 20261 puntate
15:10
Monti Cimini: la provincia nobile - 16/04/2023
Dagli insediamenti paleolitici agli Etruschi, dai Romani ai Bizantini, fino alle famiglie di antica nobiltà che hanno fatto della Tuscia viterbese, grazie a castelli e fastose vile rinascimentali, un territorio consacrato alla bellezza. Prende inizio dalla "faggeta vetusta" del Monte Cimino il viaggio nell'Etruria meridionale di Federico Quaranta, una foresta "impervia e spaventosa, dove nessuno osa addentarsi", secondo le testimonianze dello storico romano Tito Livio. Una "selva oscura" che suggestionò anche Dante, il quale avrebbe preso da qui ispirazione per l'incipit della Divina Commedia, secondo l'opinione di alcuni storici. Spostandosi a Norchia Federico va poi a scoprire un luogo fuori dal tempo: una necropoli etrusca di tombe monumentali scavate nel tufo, seminascoste tra la vegetazione e, a poca distanza, i resti dell'insediamento fortificato che nel Medioevo riportò a nuova vita l'antica città di Orcla. Ma il vero splendore di questa terra è dovuto all'opera di papi e cardinali che vi hanno costruito sontuose residenze e fortezze inespugnabili, come il castello Orsini di Soriano nel Cimino, voluto da papa Niccolò III, il palazzo Chigi-Albani, sempre a Soriano, con la magnifica fontana del Papacqua, fino al capolavoro dell'architettura rinascimentale rappresentato da palazzo Farnese di Caprarola dove Federico va alla scoperta dei giardini farnesiani e degli acquedotti sotterranei che alimentavano gli scenografici giochi d'acqua delle fontane. Ma è anche la natura a contribuire alla bellezza di una terra da sempre cara agli dei. Mia Canestrini racconta la genesi vulcanica che ha dato origine al lago di Vico, "piccolo ma bellissimo", secondo le parole di uno scrittore di queste terre, Bonaventura Tecchi. E va, infine, alla scoperta dei castagneti di Soriano nel Cimino, luogo di villeggiatura di Luigi Pirandello, che ai possenti alberi centenari di Pian del Britto ha voluto dedicare una poesia.
Rai 3