Newton

8 episodi in programma

giovedì 22 ottobre 20262 puntate
02:27
BoschiS2023E3
Nell'autunno del 2018 un inferno di vento, acqua e fango colpisce il Nord Italia, flagellando intere foreste, dalla Lombardia al Friuli, causando la caduta di milioni di alberi e lo sconvolgimento di migliaia di ettari di terreni montuosi. La violenta perturbazione atmosferica, che prese il nome di tempesta Vaia, sfigurò per sempre il volto delle Dolomiti e colpì in modo indelebile le comunità montane che vivono di boschi e della filiera del legno. Come la Val di Fiemme, una valle trentina di oltre 400 chilometri quadrati dove la furia devastatrice di Vaia raggiunse il suo apice e dove ancora oggi il territorio boschivo mostra le ferite. Davide Coero Borga si trova in Val di Fiemme per toccare con mano i danni provocati da Vaia e conoscere, attraverso una grande storia di rinascita e valorizzazione della risorsa boschiva, come nasce, si sviluppa e vive, e a volte muore, un bosco. Lo fa grazie agli esperti della comunità scientifica e montana del territorio.
Rai 5
06:00
BoschiS2023E3
Nell'autunno del 2018 un inferno di vento, acqua e fango colpisce il Nord Italia, flagellando intere foreste, dalla Lombardia al Friuli, causando la caduta di milioni di alberi e lo sconvolgimento di migliaia di ettari di terreni montuosi. La violenta perturbazione atmosferica, che prese il nome di tempesta Vaia, sfigurò per sempre il volto delle Dolomiti e colpì in modo indelebile le comunità montane che vivono di boschi e della filiera del legno. Come la Val di Fiemme, una valle trentina di oltre 400 chilometri quadrati dove la furia devastatrice di Vaia raggiunse il suo apice e dove ancora oggi il territorio boschivo mostra le ferite. Davide Coero Borga si trova in Val di Fiemme per toccare con mano i danni provocati da Vaia e conoscere, attraverso una grande storia di rinascita e valorizzazione della risorsa boschiva, come nasce, si sviluppa e vive, e a volte muore, un bosco. Lo fa grazie agli esperti della comunità scientifica e montana del territorio.
Rai 5
mercoledì 14 ottobre 20261 puntate
10:13
I numeri di Fibonacci S2023E5
La "successione di Fibonacci", la più famosa al mondo, è quella in cui, partendo dal numero 1, ogni valore è la somma dei due numeri precedenti. Si tratta di una serie che il matematico Leonardo Pisano detto il Fibonacci introdusse in un trattato di aritmetica e algebra del 1202 e che la scienza sta studiando ancora oggi. La possiamo ritrovare infatti un po' ovunque: in botanica, in zoologia e addirittura in astronomia e, tramite la sua inscindibile relazione con la sezione aurea, anche nell'arte, nell'architettura e nella musica.Davide Coero Borga cerca di indagare come e perché i numeri di Fibonacci siano così pervasivi, con un viaggio che parte dal Palazzo dei Normanni di Palermo, sede imperiale di Federico II di Svevia, che conobbe Fibonacci ed ebbe molto a cuore il suo lavoro. Con lui la matematica Cinzia Cerroni, che illustra le origini antiche della sezione aurea e il suo collegamento con i numeri di Fibonacci, Ignazio Mortellaro, un artista contemporaneo che usa la successione aurea nelle sue opere, Salvatore Orlando dell'Osservatorio Astronomico di Palermo dell'Inaf, che spiega in che modo la spirale aurea sia riscontrabile nei dischi di accrescimento dei sistemi planetari. L'apicultore Carlo Amodeo e gli entomologi Gabriella Lo Verde ed Ernesto Ragusa dell'Università degli Studi di Palermo spiegano invece come anche la riproduzione dei fuchi delle api segua i numeri di Fibonacci. Nell'Orto botanico di Palermo con i botanici Elisabetta Oddo e Angelo Troìa dell'Università degli Studi di Palermo andiamo poi alla scoperta dei motivi per cui alcune piante adottano i numeri di Fibonacci ed altre no. Il matematico Claudio Bartocci dell'Università degli Studi di Genova riflette invece sul rapporto tra matematica, mondo e mente umana, cercando di superare il dilemma: la matematica esiste nel mondo oppure è una creazione della mente umana? Ma la matematica è strettamente correlata anche con la musica.
Rai 5
mercoledì 7 ottobre 20261 puntate
10:07
Atomi per la paceS2024E15
Se c'è un oggetto di ricerca scientifica che al solo nominarlo evoca sensazioni contrastanti come curiosità, entusiasmo, timore e angoscia… beh, quello è l'atomo. Davide Coero Borga porta "Newton" a Vienna per raccontare una storia che crediamo di conoscere bene ma che riserva più di una sorpresa. Perché Vienna? Perché è sede dell'AIEA, l'Agenzia internazionale per l'energia atomica. Le Nazioni Unite ospitano l'Incident and Emergency Centre, la struttura che si attiva in caso di incidenti nucleari o emergenze con potenziali conseguenze radiologiche. Il ruolo di vigilanza svolto dall'Agenzia perché tutti rispettino gli accordi di non proliferazione è forse l'aspetto più noto dell'AIEA, ma - spiega Rafael Grossi, il direttore generale dell'Agenzia – c'è anche tanta ricerca scientifica a vantaggio di tutti i Paesi membri. Atomi per la pace: salute, sicurezza, economia, ambiente, risorse naturali, beni culturali. Fra i Paesi fondatori dell'AIEA c'è l'Italia e il nostro Paese ha una Rappresentanza permanente presso le Nazioni Unite a Vienna, con l'ambasciatrice Debora Lepre. Non è ovviamente l'unica italiana a occuparsi di atomo da queste parti e più in particolare nei laboratori AIEA di Vienna e di Seibersdorf. Qui incontriamo Britt Maestroni, specialista in sicurezza alimentare al centro congiunto FAO/AIEA di tecniche nucleari per l'alimentazione e l'agricoltura, che ha il compito di stabilire procedure efficaci a garanzia di prodotti autentici, tracciabili, sani e privi di contaminanti. Federica Camin si occupa invece di materiali di riferimento, matrici chimiche per l'applicazione di tecniche analitiche nucleari capaci di produrre risultati accurati e affidabili. Fabrizio Balestrino è un entomologo medico e applica la tecnica dell'insetto sterile a due generi di zanzara: Aedes e Anopheles responsabili della trasmissione di malattie infettive che ogni anno causano la morte di milioni di persone.
Rai 5
martedì 4 agosto 20261 puntate
10:36
Isole di storia e scienza S2024E14
In questa puntata andiamo nell'arcipelago maltese con un viaggio nel tempo sulle tracce di siti, opere d'arte, luoghi di culto e civiltà che hanno vissuto nei secoli su questa piccola e affascinante terra al centro del Mar Mediterraneo e per capire come le tecnologie applicate ai beni culturali possano preservare questo patrimonio. Partiamo dalla testimonianza più antica, il Parco Archeologico Ħaġar Qim and Mnajdra, gestito da Heritage Malta, con i suoi grandiosi templi megalitici, dove incontriamo Rosangela Faieta, diagnosta dei beni culturali dell'Università di Malta, che ci racconta come si studia questo complesso archeologico grazie alla tecnologia. Alla scoperta del periodo dei fenici, il viaggio continua sull'isola di Gozo, dove a strapiombo sulla scogliera c'è il santuario di Ras il-Wardja, investigato dalle archeologhe della Sapienza Università di Roma, Giuliana Bonanno e Federica Spagnoli, quest'ultima a capo delle missioni archeologiche del sito insieme all'Università di Malta. A Mdina, l'antica capitale di Malta, scopriamo il periodo romano visitando la Domus romana di cui David Cardona, archeologo di Heritage Malta, è il curatore, e a pochi metri di distanza, entriamo nell'epoca medievale e rinascimentale raggiungendo Rabat, dove una statua del '500 - la Madonna col Bambino di Antonello Gagini, custodita nella Chiesa di Santa Maria di Gesù - è oggetto di studio della storica dell'arte dell'Università di Malta, Charlene Vella.
Rai 5
martedì 7 luglio 20261 puntate
10:24
La memoria del ghiaccioS2024E16
In questa puntata parliamo del futuro dei ghiacciai e della loro "memoria". Nel ghiaccio è racchiusa la storia del mondo, i suoi strati sono come pagine di un libro antico che gli scienziati sono in grado di interpretare per ricostruire l'evoluzione climatica e ambientale del nostro passato più remoto. I ghiacciai sono considerati la voce del pianeta, perderli significherebbe ritrovarsi senza memoria. Tutelare i ghiacciai è dunque la nostra missione, soprattutto di fronte a scenari sempre meno confortanti del loro stato di salute. Li chiamano infatti "i grandi malati della Terra", queste montagne di ghiaccio che in tutto il mondo si stanno ritirando a una velocità senza precedenti: gli esperti hanno stimato che la Terra stia perdendo ogni anno oltre 1000 miliardi di tonnellate di ghiaccio, cioè 7000 volte il consumo annuale di acqua di una città grande e popolosa come Parigi. L'emergenza dei ghiacci è la più grande sfida che ci troviamo ad affrontare. Da questa esigenza nasce "Ice Memory", il progetto internazionale che vede come capofila Italia e Francia, patrocinato dall'UNESCO, che ha tra i fondatori italiani il Consiglio Nazionale delle Ricerche e l'Università Ca' Foscari di Venezia. Con l'obiettivo di raccogliere, conservare e salvare per le future generazioni i campioni di ghiaccio dei ghiacciai a rischio scomparsa, gli scienziati della Fondazione Ice Memory hanno concluso la campagna di ricerche condotta su cinque ghiacciai. Insieme a Jacopo Gabrieli e Fabrizio de Blasi, ricercatori del team dell'Istituto di Scienze Polari del Consiglio Nazionale delle Ricerche e della Ca' Foscari di Venezia, ripercorriamo le missioni sul Grand Combin, al confine tra Svizzera e Italia (2020), sul Monte Rosa, al Colle Gnifetti (2021), sul Gran Sasso, al Calderone (2022), alle isole Svalbard (aprile 2023) e, infine, di nuovo sul Monte Rosa, al Colle del Lys (ottobre 2023).
Rai 5
sabato 4 luglio 20261 puntate
19:24
La scienza in minieraS2023E6
In Italia da almeno due decenni non esistono più miniere metallifere attive. Chiuse a causa della concorrenza di materiali più economici provenienti dall'estero, oggi sono spesso state trasformate in parchi e svolgono un'importante funzione turistica, culturale e scientifica. Davide Coero Borga comincia questo viaggio dal parco Archeo Minerario di San Silvestro, nell'antica miniera del Temperino-Lanzi tra le colline metallifere toscane, dove la coordinatrice Debora Brocchini, responsabile del Parco Archeominerario di S. Silvestro, racconta la genesi e le finalità scientifiche del parco. Con Andrea Dini, geologo dell'Istituto di Geoscienze e Georisorse del CNR di Pisa, entriamo in galleria per scoprire cosa può trovare un geologo in un luogo del genere e quali siano i meccanismi che nel corso di centinaia di milioni di anni hanno creato quelle vene. All'Istituto di Geoscienze e Georisorse del CNR di Pisa scopriamo quali sono le tecniche e gli strumenti di indagine di un geologo quando si analizza un sito, mentre a Firenze, all'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, viene messa a punto un'altra tecnica che sfrutta l'energia cosmica, la radiografia muonica, con la quale è stata mappata la miniera del Temperino e sono state effettuate nuove scoperte: Lorenzo Bonechi e Vitaliano Ciulli, fisici dell'istituto, raccontano le difficoltà e i risultati ottenuti. Ma le miniere non sono solo il passato: la transizione energetica richiede l'utilizzo di numerose materie prime, cosiddette "critiche"; oggi arrivano per lo più da paesi extracomunitari, ma l'Unione Europea ha deciso per i prossimi anni di aumentarne la produzione e la trasformazione sul suolo continentale.
Rai 5
martedì 30 giugno 20261 puntate
10:06
La scienza in minieraS2023E6
In Italia da almeno due decenni non esistono più miniere metallifere attive. Chiuse a causa della concorrenza di materiali più economici provenienti dall'estero, oggi sono spesso state trasformate in parchi e svolgono un'importante funzione turistica, culturale e scientifica. Davide Coero Borga comincia questo viaggio dal parco Archeo Minerario di San Silvestro, nell'antica miniera del Temperino-Lanzi tra le colline metallifere toscane, dove la coordinatrice Debora Brocchini, responsabile del Parco Archeominerario di S. Silvestro, racconta la genesi e le finalità scientifiche del parco. Con Andrea Dini, geologo dell'Istituto di Geoscienze e Georisorse del CNR di Pisa, entriamo in galleria per scoprire cosa può trovare un geologo in un luogo del genere e quali siano i meccanismi che nel corso di centinaia di milioni di anni hanno creato quelle vene. All'Istituto di Geoscienze e Georisorse del CNR di Pisa scopriamo quali sono le tecniche e gli strumenti di indagine di un geologo quando si analizza un sito, mentre a Firenze, all'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, viene messa a punto un'altra tecnica che sfrutta l'energia cosmica, la radiografia muonica, con la quale è stata mappata la miniera del Temperino e sono state effettuate nuove scoperte: Lorenzo Bonechi e Vitaliano Ciulli, fisici dell'istituto, raccontano le difficoltà e i risultati ottenuti. Ma le miniere non sono solo il passato: la transizione energetica richiede l'utilizzo di numerose materie prime, cosiddette "critiche"; oggi arrivano per lo più da paesi extracomunitari, ma l'Unione Europea ha deciso per i prossimi anni di aumentarne la produzione e la trasformazione sul suolo continentale.
Rai 5